I pendolari dell’eroina

I pendolari dell’eroina scendono dal treno alla stazione Ceriano-Groane. Il male di vivere glielo si legge in faccia. Hanno occhiaie e visi scavati. Camminano sicuri, non si guardano attorno. Puntano il bosco. Il primo pusher li aspetta al fondo della banchina. Prende gli ordini e sparisce nella vegetazione. Pochi minuti e torna con la droga. Smercia dosi avvolte in palline di carta argentata. I tossici non si nascondono: il buco avviene alla luce del tiepido sole mattutino. Il treno dello spaccio parte dal binario quattro dalla stazione di Seregno. E’ quello che ha scoperto la guardia di finanza brianzola. Che poi scoprire…ormai lo sanno tutti che il parco di Groane è il supermarket della droga. Tre mila ettari di verde deputati quasi esclusivamente alla compravendita degli stupefacenti. 

Questo polmone verde è diventato la Scampia padana. Al posto di palazzoni e cemento, querce e prati. L’area inizia alla periferie nord-ovest di Milano e arriva fino alla Provincia di Monza e Brianza. Ci sono l’oasi della Lipu, sentieri del Wwf, laghetti e 50 chilometri di piste ciclabili. Ogni giorno però, in questo paradiso terrestre, decine di pusher vendono sostanze stupefacenti a migliaia di clienti. Questo «paese dei balocchi» per tossicodipendenti sta soppiantando anche il bosco di Rogoredo, la piazza di spaccio più grande del Nord Italia. Due mesi fa il Comune di Milano ha limitato l’accesso all’area e il business si sta spostando qui.  

Seduto sul tronco sotto la betulla c’è un ragazzo di vent’anni con il suo cane. «Sono di Bergamo, ma qui trovo prezzi migliori». Chiede una sigaretta, ringrazia, sorride. «Vivo per strada. Perché mi drogo? Per non stare male. Ma non mi buco più, voglio sopravvivere. Ora l’eroina la fumo».

Negli ultimi mesi infatti il mercato è stato invaso dal «cobret». È la droga dei poveri, uno scarto intermedio della trasformazione dell’oppio in eroina. Costa pochissimo: anche 13-15 euro al grammo.

 La loro vita costa anche meno.

 

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